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Vorrei qui analizzare solo la parabola delle dieci vergini.

Gesù paragona il Regno di Dio a dieci vergini, cinque sagge e cinque stolte, la saggezza e la stoltezza di costoro, viene determinata dal fatto che cinque riconoscono l’arrivo del loro Signore, perché sono in attesa di Lui, le altre no, e quindi non hanno l’opportunità di andare con il Signore, perché la porta viene chiusa. Questa bellissima parabola, ci descrive una situazione che si viene a creare in seno alla Chiesa eletta, una situazione di separazione non certo voluta dal Signore, ma creata da coloro che non hanno abbastanza luce per comprendere quando il Signore ritorna. IL fatto che tutte e dieci sono vergini, ci fa capire che sono state elette ed unte dallo Spirito Santo, ma non hanno mantenuto senza macchia la veste bianca che viene loro data al momento della loro chiamata. Per questo motivo troviamo nel libro di Apocalisse al cap.7 ver.9 una gran folla che ha dovuto lavare la loro veste bianca nel sacrificio e nel perdono dell’Agnello, cosa che non dovrà mai fare il “piccolo gregge”. La raccomandazione che troviamo da parte di Gesù durante tutta l’età del Vangelo, è che la Chiesa Eletta continui a mantenersi degna dell’abito bianco con cui si deve presentare al matrimonio dell’Agnello. Apocalisse 3: 4-5, ci dice chiaramente questo concetto  che la veste deve rimanere bianca incontaminata degna della chiamata a cui sono stati prescelti. In contrapposizione la gran folla non ha mantenuto la veste bianca, ha dovuto imbiancarla nel sangue dell’Agnello e per questo viene vista davanti al trono di Dio e all’Agnello e non sul trono con il Re.

Nel cap.19 ver.6-8 dell’Apocalisse, la grande moltitudine loda il Signore perché finalmente è giunta l’ora del matrimonio dello Sposo con la sua Sposa, ed esultante  si rallegra perché è avvenuto il matrimonio ma non con lei, bensì con una sposa vestita di lino finissimo, puro come lo sono le opere giuste dei Santi. Nell’intera Bibbia si dà risalto all’importanza che queste creature si devono mantenere pure, incontaminate separate

dal mondo, in simbolo di ciò viene data a loro una veste bianca ( Apoc: 6:11), e non hanno bisogno di lavarla. Non solo, al capitolo 19 del medesimo libro, viene udita la voce di una gran moltitudine che grida a gran voce: “Alleluia”!! la salvezza , la gloria e l’onore e la potenza, appartengono al nostro Signore.  La grande folla si congratula e giubila perché è giunto il tempo del matrimonio dell’Agnello con la sua sposa, che non è la gran folla bensì “il piccolo gregge”. Un altro aspetto molto importante è che questa Sposa canta un cantico che nessuno poteva imparare se non i 144.000. Apo. 14:3. Ma abbiamo appena letto che la grande folla  canta “Alleluia!! La salvezza, la gloria,e l’onore e la potenza, appartengono al nostro signore.

 

Il racconto continua dicendo che beati sono gli invitati al matrimonio della Sposa con l’Agnello, questo conferma che nei cieli davanti al trono di Dio c’è una gran folla di invitati, come prediceva Gesù stesso nella parabola delle nozze al capitolo 22 di Matteo. Al versetto 8 viene detto che le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni, per questo quando il re entrò nella sala degli invitati notò un uomo che non aveva la veste bianca (unico requisito per partecipare alle nozze) gli disse: “amico come sei entrato qui senza l’abito da nozze? E egli rimase con la bocca chiusa. Allora fu gettato fuori nelle tenebre”.

Ma perché il numero è composto di sole 144.000 persone? Perché si dice che vengono prese 12.000 da ogni  tribù dei figli d’Israele?

Queste espressioni, come ho già detto sopra, si trovano solo in Rivelazione, e vorrei analizzare con voi l’importanza di come questo, sia un libro dato in segni e altamente allegorico. Noi comprendiamo fin dall’inizio che si mandano sette messaggi a sette chiese, ma non sono sette chiese letterali, bensì sette epoche diverse durante le quali la vera Chiesa ( la Sposa di Cristo ) è vissuta in tutta l’età del Vangelo. Dopo ci troviamo di fronte all’apertura di sette sigilli, ed anche qui si tratta di interpretare quando questi sigilli si sono aperti, come si sono aperti e da chi. Poi verranno le trombe, e così via, è quindi indiscutibile che il libro di Apocalisse è tutt’altro che letterale, e quindi come sostenere che il numero dei 144.00 non è simbolico? PERCHE’ TUTTI I NUMERI DELL’APOCALISSE SON0 LETTERALI !!!

Il primo numero che troviamo è 10 = Apoc.2:10 Applicando la regola biblica di un giorno per un anno ( Ezechiele 4:6) Diventano 10 anni.

Il secondo numero è 4 = cap.4 ver.7  Le quattro creature viventi qui rappresentate raffigurano i quattro attributi di Dio,  la giustizia (leone), la forza (l vitello), l’amore ( la faccia d’uomo), la sapienza ( l’aquila). Confrontare Ezec.1:10.

Sempre il numero 4 = cap.7 ver.1  Quattro angeli stanno ai quattro angoli della terra, i punti cardinali sono quattro!

Il terzo numero è 1260 = cap.12 ver.6.  Al versetto 14 si parla di tre tempi e mezzo che equivalgono a 1260 giorni, che la donna va nel deserto, dove è nutrita da Dio. (anche qui vice la regola di un giorno per un anno).  Ci troviamo di fronte ad un numero letterale di 1260 che altri parti delle Sacre Scritture confermano adempiere in pieno profezie incontrovertibili.

 IL quarto numero è 12 =  Prendiamo ad esempio il capitolo 21 dal versetto 9 in poi. Qui viene descritta in maniera simbolica Gerusalemme la gran città  che scendeva dal cielo presso Dio. Vi sono viste 12 porte. Ha 12 pietre di fondamento, su cui sono scritti i nomi dei dodici Apostoli. Potremo forse asserire che tali numeri sono simbolici?

Il quinto numero è mille = Chi si sente in grado di sostenere che il regno di Cristo durerà meno o di più di mille anni? Il capitolo 20 ver. 6 ci parla chiaramente di mille anni!

Ci sarebbe ancora molto da parlare intorno ai numeri letterali del libro di apocalisse ( come i 24 anziani, delle miriadi di miriadi che lo servono, come dei sette spiriti ecc.) mi fermo qui per non tediare e perché mi sembra che ci siano abbastanza dimostrazioni per credere che il numero dei 144.000 sia letterale.

Gli eletti che compongono il corpo di Cristo, sono le sue membra e le membra di un corpo sono di un numero preciso. 1 Corinti 12:12. Il numero degli eletti è stabilito che fosse di 144.000 persone “che seguano l’Agnello ovunque vada”, un piccolo gregge quindi se paragonato ai milioni di persone vissute in diciotto secoli, una compagnia scelta.

E’ detto che il piccolo gregge formi le dodici tribù d’Israele, dodicimila da ogni tribù. Dio aveva stabilito fin dalle origini che il pieno numero degli eletti fosse tratto da Israele naturale. Benchè gli Israeliti del regno del nord fossero stati dispersi dagli Assiri nelle nazioni vicine, è evidente dal racconto biblico che l’intera nazione d’Israele, rappresentata da ogni tribù, fu presente in Palestina dopo il ritorno dalla cattività babilonese. Così l’opera di Gesù fu per le dodici tribù d’Israele e gli apostoli fecero altrettanto. Quelli della nazione ebraica che mantennero la loro relazione con Dio accettando il Messia non furono respinti dal suo favore, ma passarono dall’Israele naturale, all’Israele spirituale, la Chiesa, di cui divennero il nucleo iniziale. Siccome però vennero a mancare molti ebrei per completare il numero degli Israeliti spirituali fissato da Dio, Dio stesso provvide (com’è mostrato dai profeti) che la mancanza sarebbe stata colmata dai Gentili. Così il fine dell’età del Vangelo è stato quello di riempire quelle dodici tribù d’Israele spirituale coi Gentili, che avrebbero preso il posto degli Ebrei, respinti da questa speciale posizione privilegiata dopo tre anni e mezzo dalla morte di Gesù. Tutti coloro che hanno reso la loro chiamata e la loro elezione sicure fanno parte di queste dodici tribù pur non sapendo a quale di esse saranno assegnati. Sarà Dio a stabilire a quale tribù apparterranno.

Il Signore ha provveduto a riempire queste tribù d’Israele spirituale, il cui numero completo è fissato a dodicimila persone per ogni tribù, in totale 144.000. E’ possibile che, essendo nostro Signore “ il leone della tribù di Giuda”, ci sia una qualche speciale priorità di questa tribù, e che il regal sacerdozio venga suddiviso in dodici classi diverse. La tribù di Dan è estromessa e sostituita da quella di Manasse. Così dagli apostoli di Gesù venne lasciato decadere Giuda e fu stabilito un successore: S. Paolo. Quest’ultimo scrisse: Finchè perveniamo noi tutti all’unità della fede e all’accurata conoscenza del Figlio di Dio e all’Uomo perfetto” (Efes.4:13). Quale Uomo Perfetto? Come possiamo tutti pervenire alla piena statura dell’Uomo Perfetto? L’Uomo  Perfetto cui l’apostolo si riferisce frequentemente, è quello di cui si parla nel terzo capitolo degli Atti: “Mosè disse in verità vostri padri che il Signore, il vostro Dio, susciterà un profeta per voi, fra i vostri fratelli.” Questo profeta, questo grande insegnante, è il Messia. Lui è l’Uomo Perfetto ed è composto di molte membra, di cui Gesù è il capo. Dio ha suscitato questo Messia, questo grande profeta, questo Sommo Sacerdote,  quest’uomo perfetto con Capo e membra. Tale fu il pensiero dell’apostolo  quando disse che la mano non può dire al piede: “non ho bisogno di te”, perché ogni membro del Corpo è necessario, Quale Corpo? Quello dell’Uomo Perfetto, che si riferisce a Gesù come Capo e alla Chiesa come Corpo. Questo è il grande Messia (o Cristo composto) che Dio ha suscitato per più di 1800 anni fra i fratelli. Questo è il Messia di cui parlò Mosè, ma non disse che sarebbero occorsi più di 1800 anni (perché era un sacro segreto) per suscitarlo.

 Segue....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                    

 

 

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