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gattosilvestro67
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Lasciato il - 28 January 2014 : 08:52:20
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28 Gennaio.
Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio, e davanti ai suoi angeli. Apocalisse 3:5.
I fedeli vincitori mantengono i loro vestiti (stole) senza macchia, dal mondo; non contaminandosi ma conservandosi intatti dal mondo.
Non hanno permesso al peccato di macchiare le loro vesti, non hanno permesso al peccato di separarli da Dio, ma hanno applicato il prezioso sangue del Signore per rimuovere ogni macchia.
Sono così fortemente opposti al peccato, e così desiderosi di conservare bianche le loro vesti, che l’Avversario non può prendere il sopravvento – “il maligno non li tocca”.
Tutto questo indica una piena sottomissione della loro volontà al volere di Cristo – sono morti con Lui e perciò non possono peccare volontariamente. Z. ’97 – 161.
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olly
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Lasciato il - 28 January 2014 : 13:31:38
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Le finali parole d’incoraggiamento all’“angelo” della congregazione di Sardi danno appropriatamente enfasi all’importanza dei “mantelli” di professione cristiana. A questo “angelo” il glorioso “che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle” dice: “Chi vince sarà così adornato di mantelli bianchi e io non cancellerò affatto il suo nome dal libro della vita, ma farò riconoscimento del suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni”. — Rivelazione 3:5, 6.
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olly
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Lasciato il - 28 January 2014 : 13:31:38
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Le finali parole d’incoraggiamento all’“angelo” della congregazione di Sardi danno appropriatamente enfasi all’importanza dei “mantelli” di professione cristiana. A questo “angelo” il glorioso “che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle” dice: “Chi vince sarà così adornato di mantelli bianchi e io non cancellerò affatto il suo nome dal libro della vita, ma farò riconoscimento del suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni”. — Rivelazione 3:5, 6.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 29 January 2014 : 08:37:18
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29 Gennaio.
Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza. Salmo 111:10.
Questa è l’unica e vera attitudine degli esseri umani, verso il Creatore, l’autore della nostra esistenza, ed il conservatore e Signore dell’universo intero.
Perciò quando Egli parla, dovremmo prestare ascolto in modo reverenziale pronti ad eseguire la Sua volontà.
La nostra salvezza, la nostra felicità e la nobiltà di carattere, ci spinge all’amore e alla gratitudine e questo ci permette di ricevere istruzione crescendo in conoscenza e sapienza.
Perciò il Signore ci incoraggia a coltivare quel rispetto filiale che è dovuto al suo nome. Z. ’96 – 155.
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olly
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Lasciato il - 29 January 2014 : 13:19:51
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Questa è da parte nostra un’evidenza di sapienza. Come la Bibbia dichiara, in Salmo 111:10: “Il timore di Geova è il principio della sapienza”. Questo avviene perché chi teme Geova cerca di usare la conoscenza acquistata nella maniera giusta. Sì, il suo timore servirà da guida, facendolo agire con saggezza. L’aiuterà a prendere decisioni sagge in cose attinenti alla sua vita e alla sua relazione con il suo Creatore.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 30 January 2014 : 09:07:11
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30 Gennaio. Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare, senza stancarsi. Luca 18:1.
Pregando il Signore, non dobbiamo temere che Egli sia troppo occupato, e che si stanchi di noi perché andiamo continuamente da Lui anche per questioni di poco conto.
Fu appunto per questa ragione che il Signore propose la parabola della vedova inopportuna che fu ascoltata proprio per la sua inopportunità.
Facendo questo, diamo prova della nostra fede, e le nostre preghiere , saranno ascoltate.
Perciò non ci stanchiamo mai per mancanza di fede o di zelo se la risposta alla nostra preghiera è ritardata, come spesso è necessario, il tempo è un importante elemento in tutte le opere di Dio. Z .’95 – 214.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 31 January 2014 : 08:15:01
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31 Gennaio.
Egli condurrà i mansueti nella giustizia, ed insegnerà la sua via agli umili. Salmo 25:9.
Tale disposizione è essenziale per coloro che vogliono ricevere la sapienza dall’alto.
Essi devono umilmente apprezzare la loro mancanza di sapienza, altrimenti essi non possono ricevere gratuitamente, la sapienza che Dio vorrà concedere loro al tempo presente; solo per coloro che hanno questa attitudine nel riceverla.
Si osserva che questa umiltà mentale è la base giusta per una mente ed uno spirito sano.
Perché chi è nella condizione di pensare giustamente, ragionevolmente e imparzialmente, se non chi abbia un umile disposizione di cuore?
Dobbiamo perciò convenire che l’umiltà è un elemento primario nella disposizione del Cristo. Z. ’00 – 68.
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olly
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Lasciato il - 31 January 2014 : 11:13:39
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Abbiamo anche ragione di credere che Giona fu mansueto e ammaestrabile. Le persone mansuete sono d’indole mite e si lasciano ammaestrare, come leggiamo: “[Geova] insegnerà ai mansueti la sua via”. (Sal. 25:9) Giona non si inasprì, piuttosto si pentì. Mostrò di saper accettare la severa disciplina che Dio gli impartì. Lo si capisce dalla preghiera che disse mentre era nel ventre del pesce, preghiera che indica pure come Giona conoscesse bene il libro di Salmi. Tra l’altro, pregò: “Quando la mia anima venne meno dentro di me, Geova fu Colui del quale mi ricordai. Quindi la mia preghiera venne a pregare sempre <<<<<<<<<<<<< te, nel tuo santo tempio. . . . In quanto a me, con la voce del rendimento di grazie per certo sacrificherò a te. Ciò che ho votato, per certo pagherò. La salvezza appartiene a Geova”. — Giona 2:7, 9; Sal. 50:14; 3:8.
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