| R E S O C O N T O D I S C U S S I O N E |
| gattosilvestro67 |
Inserito il - 01 May 2012 : 08:36:05 1 Maggio.
Il figliuolo dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire. Matteo 20:28.
Se la nostra consacrazione è fatta al Signore, allora ogni sacrificio dei nostri giusti diritti ed interessi, a nostro riguardo come Nuove Creature che noi facciamo a favore di nostro marito o figli, padre o madre, vicini o amici, fratelli in Cristo ecc., il Signore ne terrà conto come se fosse fatto a Lui stesso; ma se gli stessi servizi fossero resi sotto un altro punto di vista, ma – da chiunque non giustificato, e non consacrato al Signore, ma fatti puramente ad individui e non come un sacrificio al Signore – allora tutto ciò non sarà tenuto in conto da Dio per il nostro sacrificio come sacerdoti. Z. ’03 – 407.
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| 15 U L T I M E R I S P O S T E (Le più nuove sono all' inizio) |
| gattosilvestro67 |
Inserito il - 31 May 2012 : 08:24:13 31 Maggio.
E’ bene non mangiare carne, ne bere vino, né fare alcuna cosa che porti il tuo fratello a inciampare o ad essere scandalizzato o essere indebolito. Romani 14:21.
E’ un grave delitto contro la legge dell’amore e contro l’ingiunzione del Signore, scandalizzare uno dei suoi fratelli (Matteo 18:6), ma ancora sarebbe un delitto per noi, ai Suoi occhi, essere d’inciampo agli altri ed impedire loro di divenire fratelli e membri della famiglia della fede.
Di conseguenza, è chiaro che mentre la conoscenza puo’ allontanare ogni male dalla nostra coscienza e tutti i freni della libertà, ciò nondimeno l’amore deve essere il primo ad approvare la libertà, prima che la si possa esercitare.
L’amore ci comanda fermamente, dicendo: “Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, ed il tuo prossimo come te stesso”.
Perciò l’amore e non la conoscenza, e non la libertà deciderà qualsiasi problema. Z. ’03 – 43.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 30 May 2012 : 07:55:10 30 Maggio.
Allegri nella speranza, pazienti nell’afflizione. Romani 12:12.
Questa è una parte importante della grande battaglia della vita del cristiano.
Bisogna che combatta le tendenze naturali della vecchia natura e con fede attendere la vittoria con la forza del gran Capitano della sua salvezza.
Non deve soccombere alle lusinghiere e false influenze di prosperità, ne venir meno sotto il peso dell’avversità.
Deve evitare che le prove della vita gli abbiano ad inacerbire ed indurire la sua disposizione, rendendolo burbero, pieno di amarezze e scortese.
Deve evitare l’ostentazione della superbia, o la propria giustizia, crescano e si nutrano sulle cose buone che la provvidenza del Signore gli ha temporaneamente accordato per provarne la fedeltà come amministratore. Z. 95 – 20.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 29 May 2012 : 06:23:44 29 Maggio.
Io vi lascio la pace, Io vi do la mia pace: il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. Giovanni 14:27.
Più vinciamo il mondo, la carne e il Diavolo, più facciamo la volontà del Padre nostro che è nei cieli.
Più siamo in amicizia e comunione col nostro caro Redentore, più cerchiamo di fare quelle cose che piacciono alla sua vista, tanto avremo di quella gioia e di quella pace che nessuno ci toglierà, e che solo prove, difficoltà e persecuzioni, possono farla più dolce e preziosa.
Voi avete dunque tristezza, ma io vi vedrò di nuovo, ed il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi leverà la vostra letizia. Z. ’97 – 306.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 28 May 2012 : 08:18:06 28 Maggio.
Noi dunque abbiamo sempre fiducia e sappiamo che mentre dimoriamo nel corpo, siamo lontani dal Signore. 2 Corinti 5:6.
Se noi vivessimo vicino a Lui “camminando con Dio” non ci sentiremo mai perfettamente soddisfatti coi risultati e condizioni presenti, ecc., ma ci sentiremo come pellegrini e stranieri, cercando riposo in una “casa migliore”, che Iddio riserva “a quelli che lo amano”.
Ma ciò, come spiega l’apostolo (versetto 7) è vero solo per coloro che camminano per mezzo della fede e non con la vista fisica.
“Ma siamo confidenti, (pieni di fede verso Dio e ci rallegriamo di camminare per fede), ed abbiamo molto più caro di partire dal corpo (essere senza tetto pellegrini e stranieri sulla terra,) e di andare ad abitare con il Signore nello spirito della nostra amicizia. Z. ’97 – 305.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 27 May 2012 : 08:24:16 27 Maggio.
Ciascuno di voi, stimi gli altri più di se stesso. Filippesi 2:3.
Paolo esorta tutti a coltivare il frutto dell’umiltà, e che non dovremmo fare nulla per vanagloria, facendo a meno di sforzarci ad adulare per conquistare posti di preminenza.
Questi sono i più grandi nemici dello Spirito del Signore e delle benedizioni della Chiesa.
Al contrario ognuno dovrebbe avere quell’umiltà di sentimento, e vedere le buone qualità nei compagni, ed apprezzare queste come superiori alle proprie.
Non dobbiamo mai però attenderci che tutti i talenti e tutte le capacità si concentrino in una sola persona della congregazione.
Così dunque, ciascuno se è umile, può vedere negli altri qualità o virtù superiori alle proprie, e dovrebbe dilettarsi nel riconoscerle e darne credito al possessore. Z.’ 97 – 296.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 26 May 2012 : 07:17:41 26 Maggio.
La conoscenza gonfia, ma l’amore edifica. 1 Corinti 8:1.
Tutti coloro che cercano d’insegnare il Piano divino ad altri, sono esposti a speciali tentazioni. L’onore di seguire e servire Dio ed il suo popolo richiede una larga misura di Spirito Santo, come anche di conoscenza. Colui che vorrebbe essere maestro di altri, un porta-voce del Signore, dovrebbe coltivare tutti i frutti dello Spirito Santo, specialmente l’umiltà così che, abbinando l’amore alla conoscenza può edificare se stesso e coloro che vorrebbe istruire. Z.’97 – 277.
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| orchidea |
Inserito il - 25 May 2012 : 13:25:30 Le esperienze di Simeone e Levi e di Davide e Abigail dimostrano chiaramente che Geova condanna l’ira incontrollata e la violenza e che benedice gli sforzi per fare pace. “Se possibile, per quanto dipende da voi, siate pacifici con tutti gli uomini”, scrisse l’apostolo Paolo. “Non vi vendicate, diletti, ma fate posto all’ira; poiché è scritto: ‘La vendetta è mia; io ricompenserò, dice Geova’. Ma, ‘se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli qualcosa da bere; poiché facendo questo accumulerai carboni ardenti sulla sua testa’. Non farti vincere dal male, ma continua a vincere il male col bene”. — Rom. 12:18-21.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 25 May 2012 : 12:40:32 25 Maggio.
Non essere vinto dal male. Romani 12:21.
Non dobbiamo mai usare parole metodi o modi cattivi. Il far ciò, è come unirci temporaneamente al nemico, ed ammettere che i suoi metodi sono migliori di quelli del Capitano al quale apparteniamo.
Il rispondere all’ira con l’ira, alla maldicenza con la maldicenza, alle parole amare con parole amare, a persecuzione con persecuzione, ai colpi con colpi, o a simili di questi, sarebbe come sforzarsi di vincere il male con il male.
Queste cose, le quali sono naturali alla nostra natura depravata, ci viene ordinato di evitare, affinchè possiamo ancor meglio coltivare la nuova natura.
Essere persuasi dall’Avversario di usare i suoi metodi in qualunque di questi modi, vuol dire essere vinti dal male. Z. ’97 – 267.
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| orchidea |
Inserito il - 24 May 2012 : 12:55:02 L’amore basato sul principio descritto nella Bibbia non è un semplice sentimento; è un’espressione di altruismo. In I Corinti 13:4-8 la Bibbia dice come agisce questo amore.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 24 May 2012 : 03:49:23 24 Maggio.
L’amore … non si irrita. 1 Corinti 13:5.
Per quanto la depravazione naturale, i mali ereditari, ed i disordini nervosi, possono tendere verso lo spirito di irrequietezza, taciturnità e suscettibilità, ogni cuore pieno dello Spirito del Signore, bisogna che si opponga a questa inclinazione della carne e combatterla.
Non dobbiamo discolparci dicendo: “E’ una mia abitudine” perché tutte le abitudini dettate dalla carne sono cattive.
Sta alla nuova natura di superare la vecchia, in questa come nelle altre opere della carne e del Diavolo, mostrando ai nostri amici e famiglie, la forza della grazia dell’amore.
Questa grazia, crescendo sempre più raddolcisce il carattere dei figli di Dio. Z. ’97 – 247.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 23 May 2012 : 07:00:36 23 Maggio.
Voi dovete lavare i piedi gli uni all’altri. Giovanni 13:15.
Questo significa che i membri del Corpo di Cristo debbono avere una mutua cura del benessere di ciascuno; tenersi gli e gli altri puliti, santi, puri,assistendo gli uni gli altri nel superare le prove o tentazioni e pericoli di questo presente mondo malvagio, provenienti da tre sorgenti della tentazione: “il mondo, la carne e il Diavolo”.
Solo coltivando i vari frutti dello Spirito, mansuetudine, pazienza, gentilezza, amor fraterno e amore; possiamo sperare di essere di speciale aiuto per altri per adornare questi con gli ornamenti del carattere e purità di vita, per liberarsi dalle lordure del mondo e della carne. Z. ’97 – 243.
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| orchidea |
Inserito il - 22 May 2012 : 12:47:50 Lo spirito o attitudine predominante dei veri cristiani non è la codardia. Possono essere timidi, temere il male o avere anche bisogno di incoraggiamento per manifestare più baldanza. Ma non lasciano che il timore o la timidezza li induca a smettere di compiere la volontà divina, come farebbero i codardi. Il cristiano apostolo Paolo rammentò questo fatto al suo fedele collaboratore Timoteo, dicendo: “Dio ci diede non uno spirito di codardia, ma quello di potenza e d’amore e di sanità di mente”. — 2 Tim. 1:7.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 22 May 2012 : 10:31:38 22 Maggio.
Iddio non ci ha dato lo spirito di timore; ma di forza d’amore e di correzione. 2 Timoteo 1:7.
Lo spirito del Signore impartito al suo popolo non è lo spirito di timore ma di forza, energia, zelo, istinto all’amore; un amorosa devozione a Dio, ed un desiderio di abilitarci alle cose sante, e di far del bene a tutti coloro che secondo le occasioni, - lo spirito di una “mente sana”.
Una mente fortificata e rafforzata dalla Parola del Signore sopra ogni soggetto; quindi senza timore dell’uomo, è prudente nel giudicare i tempi e le stagioni ed il metodo, di come deve usare l’energia dell’amore che consuma come un fuoco nel suo cuore di consacrato. Z. ’97 – 170.
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| orchidea |
Inserito il - 21 May 2012 : 10:20:33 “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona”. — 2 TIMOTEO 3:16, 17. QUANTO vigore nelle parole che l’apostolo Paolo usò per descrivere l’eccezionale valore della Bibbia! Naturalmente si riferiva in modo specifico a quella parte della Bibbia di cui disponeva all’epoca: gli scritti che alcuni chiamano Antico Testamento. Ma in linea di principio le sue parole ben si addicono a tutti i 66 libri della Bibbia, inclusi quelli scritti dai fedeli discepoli di Gesù nel I secolo E.V. Anche voi, come Paolo, tenete la Bibbia in alta stima? Secondo voi, i suoi scrittori furono davvero ispirati da Dio? I cristiani del I secolo erano convinti di sì, e nei secoli successivi questa convinzione non vacillò mai. Ad esempio, un ecclesiastico inglese del XIV secolo, John Wycliffe, considerava la Bibbia “l’infallibile norma di verità”. Commentando le succitate parole di Paolo, un dizionario biblico dice che “l’ispirazione [divina], quindi, garantisce la verità di tutto quello che la Bibbia afferma”.
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| gattosilvestro67 |
Inserito il - 21 May 2012 : 09:03:28 21 Maggio.
Tutta la Scrittura è divinamente ispirata, è utile ad insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinchè l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni opera buona. 2 Timoteo 3: 16-17.
Sarà bene per tutti ricordare che le grazie dello spirito, tutto il progresso delle conoscenze delle cose divine alle quali siamo già arrivati, e che possono aiutarci di più all’avvicinamento a Dio e alla santità, ci sono pervenuti per mezzo delle Scritture del Vecchio Testamento, dalle parole del nostro Signore e dai suoi apostoli ispirati; in modo che non sia necessario attingere da altre fonti per la sapienza che ci deve preparare per la promessa salvezza. Z. ’97 – 170.
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