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vlady
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Lasciato il  - 15 October 2010 :  06:29:09  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 15 OTTOBRE 
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Abbiate fede in Dio.—S. Marco 11: 12.
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Le nostre esperienze giornaliere, dopo esser divenuti dei seguaci del Signore, sono state guidate apparentemente da unpotere invisible, affinchè com’allievi della scuola, di Cristo, siamo da Lui ammaestrati e sviluppati vieppiù nelle grazie dello Spirito, e per di più nelle fede. Oh! Quante è importante questo carattere della fede, probabilmente non possiamo apprezzarlo perfettamente quest’oggi. Par che sia l’unica cosa che il Signore richiede da coloro che vengono chiamati, per essere Suoi seguaci. Cosicchè dunque, a secondo la nostra fede, saremo anche capaci di gioire nelle tribulazioni. Non possiamo di certo gioire nella sofferenze, possiamo però gioire nel pensiero, che risulta dalla fede in queste; cioè che le sofferenze non sono che leggere afflizioni, operanti in noi un eccedente peso eterno di gloria.Z. '04-59 R3324:5

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vlady
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Lasciato il  - 16 October 2010 :  07:29:16  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta

MANNA 16 OTTOBRE 
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Egli acquieta la tempesta.—Salmo 107: 29.
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Noi di quest’oggi, rappresentiamo la causa del Signore nel mezzo dei tempestosi elementi delle umane passioni, ecc. ed i nostri cuori sarebbero agomentati sovente, se non avessimo la fede con la quale diventiamo capaci di vedere il Signore con noi nella barca, e abili di pensare al suo immenso potere che a tempo debito, ed al suo modo proclamerà la pace al mondo. . . . Non ci dovrebbe sorprendere tuttavia, se un’ora oscura ci venga incontro. . . se verrà il tempo ove i venti tempestosi saranno così potenti,che la maggioranza di noi griderà per timore e terrore. Impariamo dunque bene le preziose esperienze del tempo presente, affinchè la fede non ci venga meno—affinchè nei momenti tenebrosi possiamo essere capaci di cantare e rallegrarci in Colui che ci amò e ci comprò col suo preziosissimo sangue, cantando il cantico di Mosè e dell’Agnello.Z. '04-60 R3325:4

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vlady
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Lasciato il  - 18 October 2010 :  07:04:37  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 18 OTTOBRE 
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Chi è pigro nel suo lavoro, è fratello del dissipatore, (prodigo).—Proverbi 18: 9.

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Non possiamo vedere della dissipazione in nessuno dei consacrati dal Signore senza risentire, che qualunque si il progresso fatto da egli nella conoscenza della mente del Signore in alcuni rapporti, egli purtroppo è deficiente in questo particolare. Un apprezzamento del dono, ed il rispetto pel Donatore consegue, l’attenzione e la cura in riguardo a tutto quello che ci vien dato dal nostro Padre celeste— cose temporali e spirituali. A seconda le parabole del nostro Signore, Egli misura il nostro amore e zelo in un grado considerevole dal nostro uso o abuso dei talenti, opportunità e benedizioni temporali e spirituali, tutt’ora a noi concessi.Z. '04-77 R3333:3


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vlady
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Lasciato il  - 19 October 2010 :  07:47:33  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 19 OTTOBRE 
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Graduitamente avete ricevuto, graduitamente date.—S. Matteo 10: 8.
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Siamo dunque vigilanti e pronto per dare liberamente agli affamati ed essetati il cibo benedetto che ci ha tanto rinfrescati e fortificati. Se non l’avranno, cadranno per via mentre cercano altri cibi. Noi abbiamo proprio ciò che abbisogna a tutti quelli della famiglia della fede; senza di esso non patranno mantenere la loro posizione, non potranno avanzare, si scoraggeranno di certo. Non siamo egoisti, ma usiamo tutti i mezzi che disponiamo per mandare il pane della vita, mediante la conoscenza della Verità adaltri. Tutto ciò che abbiamo dev’essere consacrato al Signore, e da questa consacrazione, il Signore ne trarrà benedizioni per altri, e crescerà le benedizioni sul nostro capo e sui nostri cuori.Z. '04-78 R3333:6-3334:1
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vlady
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Lasciato il  - 20 October 2010 :  07:11:51  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 20 OTTOBRE 
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Siate prudenti come serpenti, e semplici come colombe.—S. Matteo 10: 16.
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Oh, se tutto il caro popolo di Dio imparasse il valore della prudenza riguardo ai suoi sforzi nel servire la Verità! Il nostro Signore ci insegnò non solo d’essere prudenti come serpenti e semplici come colombe, ma esemplificò questa lezione nella sua condotta, dicendo in certa occasione agli apostoli: “Io ho ancora molte cose da dirvi, ma voi non le potete ora sopportare”. Noi dobbiamo pure imparare che vi sono tempi opportuni ed importuni per parlare certe verità e che vi sono modi prudenti ed imprudenti di presentarle. Non basta il non dire bugie; non basta il parlare la verità; ma bisogna parlare la verità con amore, e l’amore ben coltivato usaprudenza affinchè possa compiere molto bene.Z. '04-91 R3339:5

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vlady
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Lasciato il  - 21 October 2010 :  07:40:00  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 21 OTTOBRE 
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Padre nostro, che sei nei cieli. sia sanctificato il tuo nome.—S. Luca 11: 2.
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Questa frase esprime adorazione, apprezzamento della divina bontà e grandezza ed una corrispondente riverenza. Nel presentare la nostra instanza al Signore, il nostro primo pensiero dev’essere, non egoistico riguardante noi stessi, o altrii cui interessi ci sono preziosi, ma Dio dev’essere primiero nei nostri pensieri, piani e calcoli. Non dobbiamo pregare per ciò, che non risulta in onore del nome del nostro Padre celeste; non dobbiamo mai desiderare nulla per noi, o per i nostri cari, che non sono da Dio pienamente approvati e che ci sia permesso di pregare per essi. Forse nessuna qualità di cuore è in maggior pericolo d’essere distrutta, fra coloro che si professano Cristiani quanto il pensiero di riverenza per il Signore.Z. '04-118 R3352:2


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vlady
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Lasciato il  - 22 October 2010 :  07:21:04  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta

MANNA 22 OTTOBRE 
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Potete voi bere il calice che io berrò?—S. Matteo 20: 22.

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Il coraggio del nostro Signore nella via stretta, ci empie d’ammirazione. Che forte carattere era il suo! Mai pensava di indietreggiare; era d’intento di compiere la volontà del Padre suo, sacrificando se stesso nell’interesse altrui. Nobile esempio, posto innanzi a gli Apostoli—grandezza per l’umiltà, la vittoria mediante il servizio. Dobbiamo ricordarci che, se non partecipiamo del suo calice, a non siamo immersi nella sua morte, non potremo aver parte nel suoRegno di gloria. Calcoliamo adunque tutte le cose come inutili e come mondizie tanto per ottenere ancor noi questa necessaria esperienza. Allorquando sopravengono queste dure prove ed esperienze, non dobbiamo temere e meravigliarsi della tentazione a noi sopravenutacome una cosa strana; Al contrario, a questo fummo chiamati, a soffrire ora col Signore ed essere fra breve glorificati con lui.Z. '04-138,139 R3362:2,5
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Lasciato il  - 25 October 2010 :  07:44:29  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta

MANNA 25 OTTOBRE 
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Fortificatevi e agite, ed il Signore sarà col buono.—2 Croniche 19: 11 (Leeser)

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Chi ha un dovere da compiere che non tema afatto; e mentre cercherà di adempire qualche disgustoso dovere cortesemente, giustamente ed amorevolmente, che non tema di nessuno, ma piuttosto tema il Signore, e stia attento a piacergli.
   Combatta il mondo le sue battaglie: il Signore sorveglierà, il tutto ed i risultati alla fine saranno gloriosi. Noi che apparteniamo alla nuova nazione, al nuovo Regno, che non è di questo mondo, che non usiamo delle armi carnali, ma la spada dello Spirito—combattiamo dunque il buon combattimento della fede, attacchiamoci alle cose gloriose che ci sono messi davanti, per stare ritti non solo noi stessi, ma per aiutare ancora coloro che sono generati dello stesso Spirito, e sono membri dello stesso corpo dell’esercito celeste, ad essere ritti e perfezionarsi in colui che è il Capo del corpo, il Capitano della nostra Salvezza.Z. '04-207,205 R3395:4; R3393:5

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Lasciato il  - 26 October 2010 :  07:21:10  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta

MANNA 26 OTTOBRE 
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Rimettete ogni vostra sollecitudine (ansietà) su di lui, perchè egli ha (prenderà) cura di voi.—1 Pietro 5: 7.
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Questa suggestione della Parola è assai consolante ed incoraggiante. Tuttavia, quelli del popolo del Signore, debbono vieppiù disintamente imparare, mentre scorrono i loro anni, come membri della famiglia di Dio e della scuola di Cristo, di non chiedere a Dio di guidare i loro tentativi a secondo il loro punto di vista; e che la loro volontà sia fatta in terra e in cielo, ma piuttosto quando riferiscano al Signore dei loro carichi, piccoli e grandi, che riconoscono la sua simpatia ed il suo amore, ed applichino al loro cuore come balsamo, le consolanti incitazioni della sua Parola, cioè che egli è abile e volonteroso di far sì che le loro esperienze siano lor di profitto, se rimarranno in Lui con fidanza e dovozione.Z. '04-237 R3409:1

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vlady
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Lasciato il  - 27 October 2010 :  06:49:29  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta
MANNA 27 OTTOBRE 
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Nella tua mano sono i miei destini.—Salmo 31: 15 (Leeser.)
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Tutti i consacrati servi del Signore, offrirono le loro vite in sacrifizio quando divennero seguaci dell’Agnello, e se riconoscerebbero di continuare questa loro consacrazione, sarebbero sempre pronti alla consumazione del loro sacrifizio, in qualunque momento piaccia a Dio, e sotto qualunque forma che permetterebbe la Sua prividenza. I consacrati del Signore, della classe di Elia, debbono recordarsi che uno dei capelli del loro capo non può cadere senza la conoscenza e il permesso del Padre, e l’atitudine dei loro cuori dovrebbe essere quella espressa dal nostro amato Redentore—il Capodel corpo di Elia —”Non berrò io il calice il quale il Padre mi ha dato”? Il linguaggio dei loro cuori deovrebbe essere quello espresso da un nostro poeta:
   “Sia dolce o triste il mio cummin
     Lieto sarò del mio destin,
   … Chè la sua man mi guida ognor.”
    Z. '04-237 R3408:5
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vlady
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Lasciato il  - 31 October 2010 :  08:55:30  Mostra Profilo    Visita vlady's Homepage  Modifica Risposta  Rispondi con Citazione  Mostra l' indirizzo IP dell' utente  Elimina Risposta

MANNA 31 OTTOBRE 
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Perciocchè la tua benignità (favore) è meglio della vita, le mie labbra ti loderanno.—Salmo 63: 3.
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Coloro che hanno gustato la grazia del Signore, che hanno riconosciuto la sua benignità essere cosa buona più che la vita e che hanno con allegrezza posto sopra il suo altare ogni cosa buona, e speranza ed ambizione, si rallegrano di dare la buona nuova agli altri; con gioia manifestano ad altri le lodi di colui che li chiamò dalle tenebre alla sua maravigliosa luce. Il messaggio è troppo buono per tenerlo segreto; non solo non v’è bisogno pagarli per annunziarlo, ma sono volenterosi che Pannunzio ed il godimento del favore divino in relazione coll’annunzio del messaggio, costi loro qualche cosa—disturbi, perdita di danaro, di amicizie terrene, ed il raffreddamento, se non la rottura completa di relazioni domestiche, e lo scorno del mondo e degli ecclesiastici.Z. '01-246 R2852:4
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