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orchidea
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Lasciato il - 10 April 2012 : 11:39:59
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| un altra scrittura dice che chi si umilia sara' esaltato |
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 11 April 2012 : 08:06:27
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11 Aprile.
Camminiamo onestamente… non in gozzoviglie ed ebbrezze. Romani 13:13.
Alcuni hanno la mania del denaro, delle ricchezze; altri degli affari; altri del vestire; altri della musica; altri dell’arte; ma come popolo di Dio, avendo in vista il nuovo giorno e la grande opera che Dio compirà, i nostri cuori dovrebbero essere assorti nell’opera di Dio, in modo che tutto ciò che è apparentemente giustificato nelle persone del mondo ( poiché essi non vegliano come noi – e quindi non vedono il futuro come lo vediamo noi) deve essere ben lontano dalla concezione della nostra vita. Z. ’03 – 123.
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orchidea
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Lasciato il - 11 April 2012 : 11:53:30
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GOZZOVIGLIA Il termine greco kòmos, tradotto “gozzoviglia”, ricorre tre volte nelle Scritture Greche Cristiane e sempre in senso negativo. Un lessico (J. H. Thayer, Greek-English Lexicon of the New Testament, 1889, p. 367) fa notare che in antichi scritti greci questo termine indicava “una sfrenata processione notturna di buontemponi mezzo ubriachi i quali dopo cena percorrevano le vie con torce e musica in onore di Bacco o di qualche altra divinità [o di un vincitore dei giochi], e cantavano e scherzavano davanti alle case dei loro amici e delle loro amiche”. Tale comportamento licenzioso e intemperante, con processioni per le strade simili alle moderne celebrazioni carnevalesche tenute in certi paesi, erano comuni nelle città greche all’epoca degli apostoli. Perciò il consiglio ammonitore in merito era appropriato e utile per i veri adoratori. Le gozzoviglie non si addicevano affatto ai cristiani; erano condannate dalla Parola di Dio. Prima di diventare cristiani, alcuni di coloro ai quali Pietro scrisse la sua lettera, residenti delle province dell’Asia minore (1Pt 1:1) in area d’influenza greca, erano dediti a “opere di condotta dissoluta, concupiscenze, eccessi col vino, gozzoviglie, sbevazzamenti e illegali idolatrie”. Ma una volta diventati cristiani avevano smesso di fare cose del genere. (1Pt 4:3, 4) Simili orge e dissolutezze contrassegnavano le gozzoviglie come “opere che appartengono alle tenebre” che non si addicevano ai cristiani. — Ro 13:12-14. La Bibbia non vieta di rallegrarsi e divertirsi. All’uomo viene detto di rallegrarsi nel suo Creatore, al marito di rallegrarsi con la moglie, al lavoratore di rallegrarsi per il lavoro che compie con le sue mani e all’agricoltore per il frutto della sua fatica. (Sl 32:11; Pr 5:18; Ec 3:22; De 26:10, 11) Cibo e bevande possono contribuire all’allegria (Ec 9:7; Sl 104:15), ma bisogna usarli con moderazione. (Pr 23:20; 1Tm 3:2, 11; 1Co 10:31) Far festa fino al punto di ubriacarsi ed esibirsi in scene disordinate e sensuali significa gozzovigliare. Paolo incluse le gozzoviglie fra le “opere della carne”, opere che impediscono di ‘ereditare il regno di Dio’. — Gal 5:19-21.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 12 April 2012 : 07:46:54
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12 Febbraio.
La costanza compia in voi un’opera perfetta, affinchè siate perfetti e completi, in nulla mancanti. Giacomo 1:4.
Non possiamo fare nessun progresso se non esercitiamo la qualità della costanza (pazienza). Nessuna come questa qualità adorna con splendore il carattere del cristiano, Con questo requisito possiamo avere l’approvazione della coscienza degli altri, e glorificare il nostro Maestro.
La pazienza è una magnanima mansuetudine che cerca di lottare contro l’imperfezione e l’infermità umana, e cerca con tutta la diligenza possibile di riacquistare la somiglianza con Dio.
La pazienza è lenta all’ira, è benigna, è svelta nel percepire le vie della verità e della giustizia, è pronta nel camminare in accordo alla verità; si ricorda delle proprie imperfezioni, e simpatizza con le imperfezioni e le mancanze degli altri. Z. ’93– 295.
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orchidea
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Lasciato il - 12 April 2012 : 14:00:40
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□ Qual è il senso delle parole di Giacomo: “La perseveranza abbia la sua opera compiuta”? (Giacomo 1:4) La perseveranza ha un’“opera” da compiere: quella di renderci completi sotto tutti gli aspetti. Perciò, se lasciamo che le prove seguano il loro corso senza ricorrere a mezzi antiscritturali per farle cessare in fretta, la nostra fede ne uscirà provata e raffinata. — 15/5, pagina 16.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 13 April 2012 : 06:41:37
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13 Aprile.
Se voi non mangiate la carne del Figlio dell’uomo, e non bevete il suo sangue; voi non avete vita in voi. Giovanni 6:53.
Noi mangiamo lietamente (il sacrificio della Sua natura sacrificato per noi) per la nostra giustificazione. Partecipiamo pure lietamente al calice della sofferenza con Lui, realizzando il privilegio di soffrire con Lui, affinchè al tempo stabilito spossiamo anche regnare con Lui.
Se saremo fedeli non solo nell’adempimento del simbolo, ma anche nella realtà, saremo pronti a morire con Lui, affinchè insieme possiamo regnare e partecipare alla gloria della Sua Chiesa.
Signore! Noi udiamo la tua Parola che dice: “ Voi berrete il calice che io berrò, e sarete battezzati nel battesimo del quale io sarò battezzato”. Z. ’99 – 51.
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flora
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Lasciato il - 16 April 2012 : 09:48:15
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14 Aprile. Perché ha versato la sua vita fino a morire, ed è stato annoverato tra i malfattori. Isaia 53:12.
Ognuno che segue le orme di Cristo, deve per forza avere alcune delle esperienze che Gesù ebbe nell’orto dei Getzemani, come invece qualcuno dovrà avere quasi tutte le esperienze del Maestro. Non dimentichiamo dunque di cercare ogni opportunità di servirei nostri fratelli i “piccoli” membri del corpo di Cristo. Ciascuno di noi faccia in modo di non subire rimproveri, ma al contrario, cerchiamodi offrire parole di simpatia, di aiutarci gli uni gli altri a portare le croci, difficoltà e prove di questa vita. In questo modo potremo meglio dimostrare al nostro Signore e Capo, quanto avremmo apprezzato l’opportunità di aiutarlo a portare la sua croce, alla via del Calvario. Z. ’99 – 125. |
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flora
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Lasciato il - 16 April 2012 : 09:50:39
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15 Aprile. “Padre nelle tue mani rimetto il mio spirito”. Luca 23:46.
Pieno di fiducia, il nostro caro Redentore guardò al Padre, e pieno di fede dichiarò di rimettere tutta la sua vita e tutte le sue speranze benedette circa il suo futuro, all’amore e alla potenza del Padre – per essere esaudito in armonia con il Piano e la Parola del Padre. E così noi, come seguaci del nostro Maestro, dobbiamo guardare avanti con fede, e nell’ora della nostra morte offrire tutti i nostri interessi a Colui che manifestò il suo amore per noi, nel dono di suo Figlio come nostro Redentore. Durante tutto il nostro viaggio, non solo attraverso la sua cura, ma con le sue grandissime e preziose promesse, che vanno avanti a noi, dandoci conforto e forza. Z. ’99 – 128. |
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Lasciato il - 16 April 2012 : 09:52:29
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16 Aprile. “Essi saranno miei”, dice l’Eterno degli eserciti “nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve”. Malachia 3:17.
Se il Signore ci avesse mandato in cerca della sua sposa, avremmo raccolti alcuni che Egli avrebbe rigettato come indegni di Lui, perché noi siamo incapaci di leggere il cuore. Questo pensiero ci dovrebbe rendere umili e mansueti verso tutti, e fiduciosi in Dio, e molto inclinati a tenerlo come guida in rispetto al nostro lavoro come suoi servi, appunto come Samuele confidava in Dio, quando doveva ungere Davide. Z. ’03 – 223. |
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Lasciato il - 17 April 2012 : 09:37:08
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17 Aprile. L’unzione che avete ricevuta da Lui, dimora in voi. 1Giovanni 2:27.
La benedizione ed il potere del Signore accompagnarono in qualche modo (anche se non possiamo capire come) l’unzione di Davide, rendendolo idoneo a progredire nella conoscenza, ec, preparandolo ai doveri della carica a lui affidata. Perché non considerare come un anticipo di questo, l’unzione della Chiesa nel tempo accettevole del Signore? La nostra non è un’unzione fisica, come non lo sono le benedizioni elargite temporaneamente; è come nuove creature che cresciamo in grazia, conoscenza ed amore; e come nuove creature saremo perfezionati quanto prima nella prima resurrezione, avendo un trono con il nostro Signore e Maestro come Capo. Z. ’03 – 223. |
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flora
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Lasciato il - 18 April 2012 : 09:18:46
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18 Aprile. Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova del fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa distrano. Ma, nella misura in cui partecipate allesofferenze con Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 1Pietro 4:12-13.
In un mondo che ci è nemico non possiamo aspettarci altro che gli oltraggi che subì il nostro maestro. Perché il servo non è maggiore del suo padrone. Il mondo, la carne, il Diavolo si oppongono alla nostra via; vi sono lotte interne e timori esterni e molte sono le frecce ed i dardi infuocati che sono diretti ai giusti. Ma qual è l’attitudine più giusta di fronte a queste afflizioni e dure prove? Dovremo aspettare in silenzio davanti a Dio e vegliare per vedere la sua guida e la sua volontà in ogni cosa. Il Salmista ci suggerisce dicendo: “Io sono stato muto e quieto, ho aspettato e taciuto il bene”. Z. ’96 – 31. |
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 19 April 2012 : 08:07:40
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19 Aprile.
“Poiché la bocca parla dall’abbondanza del cuore. L’uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l’uomo malvagio dal suo tesoro malvagio trae cose malvagie, Matteo 12: 34-35.
La nostra prima cura dovrebbe essere dunque per il cuore, le cui affezioni possono essere pienamente sotto il controllo della grazia divina; che ogni principio di verità e giustizia vi possa risiedere; che giustizia, carità, benevolenza, amore fraterno, amore, fede, umiltà, temperanza, suprema riverenza per Dio e Cristo, ed un fervente amore per tutte le bellezze della santità, possano essere fermamente stabiliti come principi dominanti della vita.
Se questi principi posso essere stabiliti fermamente nel cuore, allora dal buon tesoro del cuore, la bocca parlerà parole di Verità, sobrietà, sapienza e grazia. Z. - ’96 – 30.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 20 April 2012 : 08:06:35
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20 Aprile.
Chi è fedele nel poco, è anche fedele nel molto. Luca 16:10.
Ciò non vuol dire che i seguaci del Signore si debbano accontentare dell’usuale lavoro giornaliero nella casa e nella bottega, e devono dire a se stessi: Dio accetta il nostro lavoro come se fosse dato direttamente a Lui, ma questo non vuol dire che di giorno in giorno, deve attentamente vedere in qual modo può, giustamente scegliere, le cure e gli obblighi terreni, momenti ore e giorni da dedicare agli interessi spirituali, suoi e degli altri.
Il cuore consacrato, il sacerdote sacrificante, è l’unico che possa utilizzare i momenti che volano rapidi, usandoli per quanto è possibile negli interessi del Padre. Z. ’03 – 407.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 21 April 2012 : 07:47:11
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21 Aprile.
Noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa compatire le nostre infermità; ma bensì uno che è stato tentato in ogni cosa, in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinchè otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. Ebrei 4:15-16.
Nei momenti di tentazione, il cuore dovrebbe innalzarsi al grande Maestro con piena fede, ricordando il suo amore, sapienza e abilità nell’aiutarci, e la sua buona volontà di far sì che tutte le cose cooperino al bene di coloro che lo amano.
Cercando la sua assistenza in tempo di bisogno, ci verranno dati consiglio e aiuto, forza per la giustizia, verità, purità ed amore; in questo modo noi saremo sempre vincitori. Z. ’98 – 23.
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gattosilvestro67
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Lasciato il - 22 April 2012 : 09:46:36
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22 Aprile.
Or vi dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta. Matteo 12:36.
Se nell’esaminare quotidianamente le nostre azioni (come nostro dovere) scopriamo che con le parole abbiamo disonorato il Signore, dovremmo ricordare che nel nome del nostro Avvocato, possiamo accostarci al trono della grazia , spiegare al nostro Padre celeste, il nostro errore ed il nostro dispiacere, per la nostra negligenza nell’onorare il suo nome e la sua causa.
Dovremo chiedere umilmente che non ci venga imputato tale trasgressione per il sangue versato del nostro Signore, pretendendo umilmente che tutta la nostra fede e speranza è riposta nel suo sangue prezioso.
Dobbiamo rendere conto di ogni parola vana; e attraverso il pentimento, aiutati dai meriti di Cristo applicati alla nostra fede, saremo assolti. Z. ’96 – 32.
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