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Lasciato il - 16 April 2011 : 07:29:57
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16 Aprile. “Essi saranno miei”, dice l’Eterno degli eserciti “nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve”. Malachia 3:17.
Se il Signore ci avesse mandato in cerca della sua sposa, avremmo raccolti alcuni che Egli avrebbe rigettato come indegni di Lui, perché noi siamo incapaci di leggere il cuore. Questo pensiero ci dovrebbe rendere umili e mansueti verso tutti, e fiduciosi in Dio, e molto inclinati a tenerlo come guida in rispetto al nostro lavoro come suoi servi, appunto come Samuele confidava in Dio, quando doveva ungere Davide. Z. ’03 – 223.
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Lasciato il - 17 April 2011 : 08:37:15
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17 Aprile. L’unzione che avete ricevuta da Lui, dimora in voi. 1Giovanni 2:27.
La benedizione ed il potere del Signore accompagnarono in qualche modo (anche se non possiamo capire come) l’unzione di Davide, rendendolo idoneo a progredire nella conoscenza, ec, preparandolo ai doveri della carica a lui affidata. Perché non considerare come un anticipo di questo, l’unzione della Chiesa nel tempo accettevole del Signore? La nostra non è un’unzione fisica, come non lo sono le benedizioni elargite temporaneamente; è come nuove creature che cresciamo in grazia, conoscenza ed amore; e come nuove creature saremo perfezionati quanto prima nella prima resurrezione, avendo un trono con il nostro Signore e Maestro come Capo. Z. ’03 – 223.
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Lasciato il - 18 April 2011 : 07:25:08
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18 Aprile. Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova del fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa distrano. Ma, nella misura in cui partecipate allesofferenze con Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 1Pietro 4:12-13.
In un mondo che ci è nemico non possiamo aspettarci altro che gli oltraggi che subì il nostro maestro. Perché il servo non è maggiore del suo padrone. Il mondo, la carne, il Diavolo si oppongono alla nostra via; vi sono lotte interne e timori esterni e molte sono le frecce ed i dardi infuocati che sono diretti ai giusti. Ma qual è l’attitudine più giusta di fronte a queste afflizioni e dure prove? Dovremo aspettare in silenzio davanti a Dio e vegliare per vedere la sua guida e la sua volontà in ogni cosa. Il Salmista ci suggerisce dicendo: “Io sono stato muto e quieto, ho aspettato e taciuto il bene”. Z. ’96 – 31.
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Lasciato il - 19 April 2011 : 07:28:24
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19 Aprile. “Poiché la bocca parla dall’abbondanza del cuore. L’uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l’uomo malvagio dal suo tesoro malvagio trae cose malvagie, Matteo 12: 34-35.
La nostra prima cura dovrebbe essere dunque per il cuore, le cui affezioni possono essere pienamente sotto il controllo della grazia divina; che ogni principio di verità e giustizia vi possa risiedere; che giustizia, carità, benevolenza, amore fraterno, amore, fede, umiltà, temperanza, suprema riverenza per Dio e Cristo, ed un fervente amore per tutte lebellezze della santità, possano essere fermamente stabiliti come principi dominantidella vita. Se questi principi posso essere stabiliti fermamente nel cuore, allora dal buon tesoro del cuore, la bocca parlerà parole di Verità, sobrietà, sapienza e grazia. Z. - ’96 – 30.
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Lasciato il - 20 April 2011 : 07:29:06
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20 Aprile. Chi è fedele nel poco, è anche fedele nel molto. Luca 16:10.
Ciò non vuol dire che i seguaci del Signore si debbano accontentare dell’usuale lavoro giornaliero nella casa e nella bottega, e devono dire a se stessi: Dio accetta il nostro lavoro come se fosse dato direttamente a Lui, ma questo non vuol dire che di giorno in giorno, deve attentamente vedere in qual modo può, giustamente scegliere, le cure e gliobblighi terreni, momenti ore e giorni da dedicare agli interessi spirituali, suoi e degli altri. Il cuore consacrato, il sacerdote sacrificante, è l’unico che possa utilizzare i momenti che volano rapidi, usandoli per quanto è possibile negli affari del Padre. Z. ’03– 407. |
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Lasciato il - 21 April 2011 : 07:36:06
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21 Aprile. Noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa compatire le nostre infermità; ma bensì uno che è stato tentato in ogni cosa, in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinchè otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. Ebrei 4:15-16.
Nei momenti di tentazione, il cuore dovrebbe innalzarsi al grande Maestro con piena fede, ricordando il suo amore, sapienza e abilità nell’aiutarci, e la sua buona volontà di far sì che tutte le cose cooperino al bene di coloro che lo amano. Cercando la sua assistenza in tempo di bisogno, ci verranno dati consiglio e aiuto, forza per la giustizia, verità, purità ed amore; in questo modo noi saremo sempre vincitori. Z. ’98 – 23.
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Lasciato il - 22 April 2011 : 07:33:17
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22 Aprile. Or vi dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta. Matteo 12:36.
Se nell’esaminare quotidianamente le nostre azioni (come nostro dovere) scopriamo che con le parole abbiamo disonorato il Signore, dovremmo ricordare che nel nome del nostro Avvocato, possiamo accostarci al trono della grazia , spiegare al nostro Padre celeste, il nostro errore ed il nostro dispiacere, per la nostra negligenza nell’onorare il suo nome e la sua causa. Dovremo chiedere umilmente che non ci venga imputato tale trasgressione per il sangue versato del nostro Signore, pretendendo umilmente che tutta la nostra fede e speranza è riposta nel suo sangue prezioso. Dobbiamo rendere conto di ogni parola vana; e attraverso il pentimento, aiutati dai meriti di Cristo applicati alla nostra fede, saremo assolti. Z. ’96 – 32.
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Lasciato il - 24 April 2011 : 14:05:54
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24 Aprile. Ciascuno di noi compiaccia al prossimo, per il bene e l’edificazione. Romani 15:2.
La lezione per ciascun membro del Real Sacerdozio è, che la sua speciale vocazione per il presente, è il sacrificio. … Una forma di servizio non avveduta del Real Sacerdozio, è non voler rinunciare ai nostri metodi piani e preferenze, per amore della pace, non accettando i piani e le preferenze degli altri. Per amore della pace dobbiamo sacrificare le nostre preferenze e i nostri desideri ai desideri degli altri, se vediamo che facendo ciò, ci sia del bene nel guadagnare altri. Z. ’03 – 406 -407.
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Lasciato il - 25 April 2011 : 07:51:11
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25 Aprile. Ora senza fede è impossibile piacergli, perché che si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che Egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano. Ebrei 11:6.
“Sia fatto secondo la tua fede”, sembra che sia il modo con qui il Signore tratta con i suoi discepoli, fin dall’inizio della loro esperienza cristiana. Dobbiamo avere fede, quando sembra che Egli non si curi di noi; quando i nostri affari spirituali e temporali sembrano prosperare; e fede con la stessa forza quando tutto sembra remare contro di noi. La vittoria che vince il mondo, è la fede. In tutte le condizioni si può guardare al Signore con assoluta confidenza nella Sua lealtà e bontà, avendo la certezza che secondo la Sua promessa, eventualmente tutte le cose coopereranno per il nostro bene, perché siamo il suo popolo. Z. ’00 – 139.
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Lasciato il - 26 April 2011 : 07:10:14
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26 Aprile. Chi infatti è entrato nel Suo riposo, si è riposato anch’egli dalle sue proprie opere, come Dio dalle Sue. Ebrei 4:10.
Invece di un solo giorno alla settimana, la legge dell’amore controlla e regola in verità tutto il nostro tempo. Sette giorni della settimana sono per amare il Signore Iddio nostro, con tutta la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima, le nostre forze; e settegiorni della settimana sono per amare il nostro prossimo come noi stessi; e sette giorni della settimana sono ancora per riposarci dalle nostre opere – mediante la fede - nell’opera compiuta di Cristo, riposate nell’amore di Dio e nella pace di Dio, la quale sovrasta ogni intelletto, governando continuamente il nostro cuore. Z. ’02 – 205.
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Lasciato il - 27 April 2011 : 06:42:35
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27 Aprile. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è già stato in Cristo Gesù. Filippesi 2:5.
Avere il sentimento di Cristo, è davvero uno dei requisiti dei nostri legittimi sforzi – un sentimento che si sottomette fedelmente e umilmente al volere di Dio, come è espresso nel suo gran piano dell’età. Questo vuol dire dare tutta l’energia al compimento del Suo volere, perché apprezza intelligentemente il fine che ha in vista. Se saremo pieni del medesimo sentimento che è stato in Gesù, noi come Lui, desidereremo essere il più possibile liberi dagli affari terreni, per avere il tempo per gli affari del Signore, dedicando tutta la nostra energia abilità e sforzo nell’opera di Dio. Z. ’02 – 265.
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Lasciato il - 28 April 2011 : 08:06:18
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28 Aprile E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche delle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, e la perseveranza esperienza, e l’esperienza speranza. Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Romani5:3-4 . Abbiamo bisogno di pazienza, e questa si può ottenere solo con le prove. Abbiamo bisogno della fede e questa si sviluppa solo con le necessità. Abbiamo bisogno di esperienza perla nostra opera futura, e questa esperienza si ottiene solo, con quelle esperienze, che ci permettono di guardare con simpatia e pietà le infermità e difficoltà di coloro che ci circondano, per i quali saremo ministri e rappresentanti quando arriveremo al trono. Per noi dunque la lezione delle esperienze del tempo presente, è di resistere al male – non dobbiamo resistere al male con il male - ma resistere al male con il bene. Z. ’03 – 348.
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Lasciato il - 30 April 2011 : 06:59:29
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30 Aprile. [b][red]Ma voi siete una stirpe eletta, un regal sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinchè proclamiate le meraviglie di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua meravigliosa luce. 1 Pietro 2:9.[b][red]
La vera ragione per cui siamo stati chiamati a questa luce, è perché la dobbiamo lasciar risplendere. Se non la lasciamo risplendere, noi non siamo degni di averla, il favore ci saràtolto, e saremo lasciati nell’oscurità. Se noi veramente abbiamo ricevuto la luce, e ci siamo interamente consacrati a Dio, facciamoci questa domanda: Che faccio io per annunciare le lodi di Colui che mi chiamò dalle tenebre alla Sua grande e meravigliosa luce? Porto io questa Buona Notizia al mio prossimo vicino e lontano? Z. ’03 – 165.
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